C’è un silenzio che non può più essere ignorato.
Non è un’assenza di rumore, ma un vuoto fatto di parole negate, di storie sommerse e di dolori che chiedono ascolto.
Romperlo non significa gridare, ma generare consapevolezza e promuovere una sensibilità culturale capace di riconoscere e proteggere i più fragili.
Da questa urgenza nasce “…Ed io avrò cura di te”, un percorso artistico, teatrale e spirituale, scritto da Paolo Logli e interpretato da Arianna Ciampoli, voce recitante, e Antonio Maggio, pianoforte, che affronta con profondità il tema della tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, portando alla luce la ferita degli abusi negli ambienti ecclesiali.
Lo spettacolo - messo in scena in anteprima nazionale venerdì 17 aprile a Roma, nel corso del II Incontro nazionale dei servizi territoriali per la tutela dei minori - intreccia parola, Scrittura e canzone italiana, utilizzata come controcanto emotivo, capace di amplificare e talvolta contrastare il racconto.
Protagoniste sono l’infanzia e l’adolescenza, con il loro bisogno radicale di fiducia, verità e protezione. Il percorso narrativo - disponibile in allegato - si apre con la scoperta della vulnerabilità come luogo sacro, ma conduce presto dentro la ferita più oscura: quella del tradimento e dell’abuso, che spezza fiducia e identità. Le canzoni accompagnano questo viaggio, dando voce ora alla tenerezza, ora alla ribellione, ora a una profonda domanda di senso.
Le testimonianze di vittime, sopravvissuti e familiari – raccolte durante le Giornate nazionali di preghiera del 18 novembre 2024 e 2025 – costituiscono l’anima del progetto.
È un dolore che non si esaurisce nel tempo e non si chiude con un procedimento giudiziario. In scena, quel dolore inizialmente muto si trasforma in grido: un grido che diventa primo atto di rinascita e invocazione di presenza.
L’ascolto di quel grido apre alla relazione e segna l’inizio della cura. Una cura che non pretende di spiegare il male, ma di stare dentro il male, di accompagnarlo. Si manifesta come gesto concreto, come carezza che restituisce dignità e riapre alla vita, spesso anticipata o rilanciata dalla forza della musica.
Attraverso la potenza dell’arte, il trauma personale si fa riflessione collettiva.
E da qui emerge una responsabilità inevitabile: chi ha visto e ascoltato non può restare neutrale.
La comunità è chiamata a scegliere, senza ambiguità, tra la difesa delle strutture e la protezione dei piccoli.
Il messaggio è chiaro: la tutela deve diventare una missione condivisa, un impegno concreto e continuo. L’auspicio è che questo spettacolo attraversi tutta Italia, generando consapevolezza e cambiamento. Il cammino non si chiude, ma si apre: il futuro dipende dalla capacità degli adulti di diventare custodi. E mentre le canzoni continuano a risuonare, restano come memoria viva e promessa di responsabilità.
Grazie all’impegno della produzione Palco Reale, dell’autore, degli artisti coinvolti e del SNTM, è possibile – entro giugno 2027 – usufruire di un impegno economico agevolato per prenotare le repliche di “…ed io avrò cura di te” presso le vostre Diocesi.
Per informazioni e prenotazioni dello spettacolo rivolgersi al Servizio Nazionale per la tutela dei minori: tutelaminori@chiesacattolica.it